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La lavorazione

La lavorazione del peltro ha accompagnato il progredire della civiltà. Nel tempo essa ha arricchito i suoi contenuti tecnologici, ma non ha mai perduto la sua peculiarità. Ieri come oggi infatti è la mano dell'uomo a delineare le forme e saldare le parti, a sagomare i volumi e cesellare minuziosamente i particolari. Ieri come oggi è la destrezza manuale a conferire un valore aggiunto ad oggetti creati per una funzione ma voluti anche per il fascino di una semplice esteriorità. Si tratti di forgiatura a martello o fusione in stampi, c'è sempre l'abilità artigiana, la sensibilità tattile, il gesto misurato e sapiente a garantire il livello di qualità.

La massa dello stagno con le sue doti di malleabilità e di agevole fusione, per acquistare forza deve legarsi a quantità modeste di altri metalli. Ora il rigore delle normative ha limitato o vietato l'utilizzo di alcuni metalli nelle leghe impiegate nella realizzazione di stoviglie o vasellame vario. Di recente gli studi e le ricerche hanno migliorato le caratteristiche della lega stessa rendendola compatibile anche per un uso domestico quotidiano. In ogni caso un oggetto di peltro resta un manufatto che consente un uso pratico e sicuro ma sopprattutto tende a soddisfare un gusto estetico, il piacere tattile e visivo.

Il peltro esprime una costante della creatività umana; perfezionare le tecniche, velocizzare i processi, ridurre i costi ed ottimizzare i profitti, ma senza mai rinunciare ad una manualità che assicura standard costanti di decoroso artigianato e spesso raggiunge livelli di assoluto valore artistico.

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